Le “Frottole intabulate da sonare organi” (Roma, Andrea Antico, 1517): testo musicale e contesto sociale della prima intavolatura italiana per tastiera a stampa
Abstract
Le Frottole intabulate da sonare organi di Andrea Antico (Roma, 1517) raccolgono 26 composizioni frottolistiche intavolate, pubblicate dallo stampatore istriano grazie al privilegio entusiasta concessogli da Papa Leone X. Molto si è già scritto sulla raccolta, che detiene il primato di essere la più antica fonte a stampa non alfabetica per strumento a tastiera, ma nulla sulla ipotetica destinazione del libro, celebre soprattutto per il suo intrigante frontespizio satirico. In un’epoca che segna il trionfo della stampa di frottole, come mai questa raccolta resta l’unica intavolatura frottolistica per tastiera a stampa pervenutaci? Perché lo stampatore contemporaneo Ottaviano Petrucci, che pure aveva ottenuto prima di Antico il medesimo privilegio dal pontefice, lo lascia scadere e mai produrrà questo tipo di musica a stampa? A chi erano destinati fruizione e mercato di tale musica, e perché Antico fu probabilmente scoraggiato dal tentare la produzione del secondo volume di frottole intavolate per tastiera evidentemente previsto quando licenziò il primo titolo, che si conclude con le parole Libro primo?
Il saggio esplora il verosimile ambiente di destinazione delle Frottole intabulate da sonare organi di Antico, e si concentra sulle caratteristiche tecniche della raccolta al fine di cercare risposte plausibili a tali interrogativi. L’articolo si chiude con la trascrizione di due frottole presenti in un’intavolatura polacca, concordanze finora sconosciute per due brani presenti nella raccolta di Antico.
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