Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi <div style="display: flex; align-items: center;"> <img class="journalPicture" src="/media/widgetkit/cover_FMI-d43051b16ed696597af1a4627280abc3.jpg" alt="Fonti Musicali Italiane"> <div style="margin: 0 0 0 10px;">«Fonti Musicali Italiane» è la rivista della Società Italiana di Musicologia dedicata alle ricerche sulle fonti. Pubblica saggi relativi alle fonti utili alla ricerca sulla storia della musica in Italia: cataloghi e studi su manoscritti, edizioni musicali, libretti; spogli di periodici musicali e non; documenti d’archivio, carteggi, epistolari; documentazione utile alla ricerca organologica e iconografica; discografie; interventi sulle nuove tecnologie in rapporto alla ricerca sulle fonti musicali.</div> </div> it-IT <p>© CIDIM</p><p>Tutti i diritti riservati</p> webmaster@sidm.it (Webmaster SIdM) Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200 OJS 3.3.0.10 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Libri di musica di alcuni maestri di cappella della Basilica di Sant'Antonio a Padova (ca. 1600-1623) https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1112 <p>La cappella musicale della Basilica di Sant’Antonio di Padova fu una delle istituzioni musicali ecclesiastiche più importanti del contesto padano di primo Seicento. La sua storia, la sua organizzazione (regolamenti, organici) e le personalità di maggior rilievo sono state oggetto di numerosi studi. Un aspetto ancora poco indagato rimane invece quello del repertorio, sul quale vengono a gettare luce alcuni documenti, presentati in questa sede, relativi ai libri di musica custoditi o fatti acquistare dai maestri di cappella Costanzo Porta (1600), Giulio Belli (1606), Giovanni Antonio Filippini da Cento (1614) e Giovanni Ghizzolo (1623). Le informazioni incluse negli elenchi permettono di identificare la maggior parte delle raccolte musicali che vi sono menzionate, di cui almeno tre risultano oggi perdute (G. Fattorini, G. Lambardi, E. Radesca), consentendo di valutare le scelte dei maestri, anche in relazione a quanto già noto sugli organici attivi in cappella. Gli elenchi riportano inoltre alcune informazioni di interesse per la storia del mercato librario musicale dell’epoca, come la bottega di provenienza («dal Gardano», «dalla Pigna», «dall’Amadino», «dal Raveri»), il prezzo e il tipo di legatura dei libri acquistati.</p> Gabriele Taschetti Copyright (c) 2025 Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1112 Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200 «Dove son, dove corro … Confusa smarrita». Un testimone per la Passione di Gesù Cristo e altre fonti paisielliane a Lecce https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1113 <p>I grandi centri di produzione musicale videro nella seconda metà del xviii secolo una fiorente attività degli&nbsp;atelier&nbsp;di copisti. Soprattutto per il repertorio vocale e per brevi pezzi strumentali, i manoscritti continuavano a essere tra i principali mezzi di diffusione, adattabili com’erano alle esigenze degli imprenditori che sovrintendevano alla loro redazione e vendita, e alle preferenze dei numerosi, colti acquirenti. A Lecce, la “piccola Napoli” della Provincia di Terra d’Otranto, la costruzione di un teatro stabile nel 1759 amplificò il già vivo fenomeno del collezionismo tra i notabili della città: dilettanti di musica, essi seguivano le novità dei cartelloni locali, romani e partenopei, e si procuravano copie dei pezzi più in voga. Le fonti che danno argomento a questo contributo rendono testimonianza di una spiccata attenzione riservata a Giovanni Paisiello: le sue opere, già presenti nelle prime stagioni del Teatro Nuovo leccese, sopravvivono nei fascicoli manoscritti delle raccolte gentilizie salentine. Attualmente conservate in uno dei principali fondi librari della città – la biblioteca Bernardini – la loro disamina ha permesso di tracciare gli interessi e i percorsi del gusto musicale in questo estremo lembo del Regno di Napoli alla fine del Settecento, mutamenti che si verificarono insieme con i rivolgimenti storici epocali da cui l’Europa era attraversata.</p> Sarah M. Iacono Copyright (c) 2025 Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1113 Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200 Per una didattica storicamente informata: due raccolte di partimenti in Terra d’Otranto https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1114 <p>Il partimento costituisce un esercizio fondamentale nella formazione dei compositori di area napoletana. Il presente contributo, dopo un'analisi generale delle fonti settecentesche legate a questa pratica, prende in esame principalmente la raccolta <em>Lezzioni del Sig.r D. Francesco Durante</em>, custodita presso la biblioteca del Conservatorio di Lecce, ricostruendo il quadro delle concordanze dei partimenti e ipotizzando le possibili attribuzioni degli esercizi presenti soltanto in questa fonte. Dall'analisi della raccolta emerge come essa rappresenti l'esempio di un possibile percorso didattico comprendente esercizi di differenti stili e difficoltà. Unitamente all'esame di un manoscritto custodito presso la Biblioteca comunale di Gallipoli che contiene 46 partimenti già realizzati, il presente contributo tenta altresì di ricostruire i diversi aspetti legati alla formazione dei compositori del Settecento che non emergono dalle fonti scritte. Queste ultime, infatti, solitamente riportano una traccia soltanto parziale di una didattica principalmente affidata all'oralità e immersa nella <em>performance</em>.</p> Paolo Sullo Copyright (c) 2025 Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1114 Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200 Il fondo musicale dell’arciconfraternita di San Giuseppe dei Nudi in Napoli https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1116 <p>Il fondo musicale custodito presso l’Arciconfraternita di San Giuseppe dei Nudi rappresenta una singolare testimonianza dell’importante attività artistico-musicale promossa dalle confraternite laiche nella città partenopea. Un consistente corpus di documenti d’archivio contribuisce a fare luce sul sistema di produzione musicale, di committenza e della pratica esecutiva della musica sacra a partire dalla seconda metà del xviii secolo fino a tutto il secolo successivo, restituendoci una cronologia dei maestri di cappella che furono attivi presso l’ente, tra i quali il celebre Giovanni Paisiello. Ciò che lega maggiormente il nome di Paisiello a questa arciconfraternita è una tradizione esecutiva più che centenaria di una pagina importante del repertorio delle messe di requie, la sua <em>Missa defunctorum</em> (1799). Il fondo musicale di San Giuseppe dei Nudi, infatti, oltre a custodire opere originali di diversi compositori (F. Cinque, V. G. Millico, C. de Nardis), comprende numerose copie, trascrizioni e rielaborazioni della <em>Missa defunctorum</em>. Le testimonianze relative agli organici impiegati, specialmente per quanto concerne il corpus paisielliano, rappresentano una importante traccia del cambio del gusto musicale dalla fine del Settecento all'inizio del Novecento.</p> Marco D'Acunzo, Marina Lucia Copyright (c) 2025 Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1116 Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200 La meteora Sophie Cruvelli: alla ricerca di una vocalità perduta https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1117 <p>Sophie Crüwell o Cruvelli, soprano tedesco (1826-1907), è riconosciuta come una delle maggiori interpreti verdiane, insieme a Teresa Stolz ed Erminia Frezzolini. Fu celebrata e acclamata dal pubblico europeo, esibendosi a Milano, a Londra e, soprattutto, a Parigi. Della sua voce ci restano soltanto le testimonianze dell’epoca, attraverso le recensioni della stampa musicale ai suoi ruoli più celebri: Norma, Elvira/Doña Sol (<em>Ernani</em>), Valentine (<em>Les Huguenots</em>) ed Hélène (<em>Les Vêpres siciliennes</em>).</p> <p>Il saggio ricostruisce quindi, attraverso i periodici dell’epoca, la vocalità della cantante, in particolare nei teatri parigini: Théâtre-Italien (1851-1854) e Opéra (1854-1855). Cruvelli è lodata per la grande espressività, la <em>verve</em> drammatica e la bellezza della figura, che si uniscono a una flessibilità e a una potenza vocale straordinarie, ma è anche criticata aspramente per i ritardi e le inadempienze, nonché per una celebre fuga che, nel 1854, provoca un vero e proprio scandalo internazionale. Nel 1855 la cantante si ritira precocemente dalle scene pubbliche per sposare, nel 1856, il visconte Vigier, e riprende a cantare solo in occasioni filantropiche: fra queste si segnala la prima francese del <em>Lohengrin </em>di Wagner (Nizza, 1881). A partire dagli anni Sessanta Cruvelli si dedica alla composizione, componendo diverse <em>mélodies</em> per canto e pianoforte. Fra le sue pubblicazioni, le <em>Variations sur une tyrolienne </em>(1861) sono un interessante documento del suo stile vocale.</p> <p>&nbsp;</p> Maria Beatrice Venanzi Copyright (c) 2025 Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1117 Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200 Un nuovo profilo biografico per Barbara Giuranna alla luce delle sue carte d’archivio https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1119 <p>Il contributo presenta i risulta dello studio dei documenti della compositrice Elena Barbàra Giuranna, conservati nel suo fondo presso l’Istituto di Studi Musicali Goffredo Petrassi, afferente alla Fondazione Campus Internazionale di Musica a Latina.</p> <p>I materiali d’archivio – prima fra tutti una memoria autobiografica dattiloscritta – hanno consentito di ricostruire un quadro biografico più dettagliato rispetto alla letteratura musicologica corrente. A causa di alcune sue composizioni – <em>X Legio </em>e <em>Patria </em><em>–</em>, Giuranna nel secondo dopoguerra era stata percepita soprattutto come una compositrice di regime, decretandone di fatto un isolamento, mentre alcuni documenti, come la copia dattiloscritta della lettera inviata dalla compositrice alla Commissione delle Epurazioni, hanno gettato una nuova luce sul coinvolgimento effettivo di Giuranna con il regime. Infine, a partire da una lista dattiloscritta non completa redatta dalla stessa compositrice e grazie a programmi di sala e materiali musicali – manoscritti e a stampa –, si è ricostruito l’elenco completo delle opere di Elena Barbara Giuranna, fino ad oggi conosciuto solo parzialmente.</p> <p>Figura di rilievo del Novecento musicale italiano, Giuranna, nominata Accademica di Santa Cecilia nel 1983, è stata tra le prime donne a diplomarsi in composizione – presso il Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli nel 1923 –, e tra le prime compositrici le cui opere, edite da Ricordi, sono state eseguite negli Stati Uniti.</p> Luca Cianfoni Copyright (c) 2025 Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1119 Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200 Rassegna bibliografica https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1120 Grazia Carbonella, Maria Cristina Paciello, Maria Beatrice Venanzi Copyright (c) 2025 Fonti Musicali Italiane https://www.sidm.it/ojs/index.php/fmi/article/view/1120 Tue, 15 Apr 2025 00:00:00 +0200