Maria Rosa Moretti

Sul ‘quadro a mosaico’ di pietre dure appartenuto a Niccolò Paganini

Autori

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Abstract

Realizzato nella seconda metà del Settecento, il mosaico qui studiato ha una storia particolarmente complessa poiché si interseca con quella degli altri ‘commessi in pietre dure’ elaborati a Firenze sullo stesso soggetto: il porto di Livorno. È stato necessario pertanto individuare, all’interno delle numerose informazioni raccolte, le notizie riconducibili a questo mosaico che, dai documenti rintracciati, risulta essere in possesso di Paganini solo a partire dal 1834. Passato in eredità al figlio Achille (1840) e quindi ai nipoti (1895), il mosaico fa parte della ‘Collezione postuma’ sino al 1930 quando il nipote di Paganini, Giovanni, lo cede ad un acquirente tuttora sconosciuto. Per quasi un secolo del mosaico non si hanno più notizie. Solo nel novembre del 2024, dal catalogo della Sotheby’s di Parigi, si apprende che il mosaico fece parte per lunghi anni della collezione di Gianni Giordano e che, in occasione dell’asta, fu acquistato da un collezionista privato. 

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Pubblicato

05/27/2026

Fascicolo

Sezione

Saggi