Carlo Fiore
Iceberg P500. Dal Palestrina emerso al Palestrina sommerso tra discografia, bibliografia, pratica corale e manualistica storica
Abstract
Adottando l’immagine dell’iceberg come modello storiografico, il saggio indaga la distanza fra “canone
testuale” e “canone sonoro” nell’attuale fortuna di Giovanni Pierluigi da Palestrina. Dopo aver passato in
rassegna le principali fasi storiche della ricezione del compositore – dal biografismo eroico ottocentesco
alla filologia novecentesca, fino al pluralismo performativo contemporaneo – l’attenzione si sposta sulla
discografia e sulla storia dell’interpretazione tra 1904 e 2025, considerando le fonti sonore a livello di
singola opera e filtrando i dati anche mediante criteri mutuati dalla statistica e dall’economia. I risultati
mostrano una forte asimmetria: circa il 44% delle tracce si concentra su quindici titoli, dominati dalla
Missa Papae Marcelli; mentre inni, offertori, magnificat, lamentazioni e madrigali restano in larga misura
un’“Atlantide sommersa”. La periodizzazione per decenni della discografia, incrociata con un campione
di repertori corali, programmi didattici e stagioni concertistiche, illustra quindi il ruolo di antologie,
edizioni d’uso, manuali e circuiti amatoriali nel definire ulteriormente il fenomeno.
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