Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Conservatorio di Musica "Francesco Cilea" Reggio Calabria
con il patrocinio della Società Italiana di Musicologia
Nicola Porpora musicista europeo. Le corti, i teatri, i cantanti, i librettisti
convegno internazionale di studi
Reggio Calabria, 3-4 ottobre 2008
Sala dei Concerti «G. Scopelliti» del Conservatorio
via Aschenez prolungamento, 1
Dépliant.
Programma.
Resoconto
Nei giorni 3 e 4 ottobre 2008 il Conservatorio di Musica "F. Cilea" di Reggio Calabria ha organizzato, con la collaborazione dell'ISMez e il patrocinio della SIdM, il Convegno internazionale di studi "Nicola Porpora musicista europeo: le corti, i teatri, i cantanti, i librettisti".
La prima sessione si è aperta con l'intervento di Claudio Toscani (Le Arianne rivali), che ha messo a confronto le diverse strategie compositive di Händel e Porpora nella stesura di due opere rappresentate a Londra nel 1733 nel periodo in cui il maestro napoletano fu chiamato a dirigere l'Opera of the Nobility. Toscani ha evidenziato come le due
Arianne riflettano un diverso approccio drammaturgico-musicale: aderente alla tradizione operistica italiana l'
Arianna in Creta di Händel; più 'sperimentale' l'
Arianna a Nasso di Porpora, che presenta una varietà di soluzioni formali anticipatrici della riforma gluckiana. Nella relazione successiva Rosalind Halton (
Nicola Porpora and the cantabile violoncello) ha ripercorso le tappe dell'evoluzione della scrittura violoncellistica tra la fine del '600 e gli inizi del secolo successivo: dalla arie con violoncello obbligato di A. Scarlatti, al violoncello di Porpora che assurge al ruolo di vero e proprio co-protagonista del brano. Nel suo intervento
L''Imeneo' di Nicola Porpora e di Georg Friedrich Händel, Nicolò Maccavino si è soffermato sulle diverse versioni che Porpora e Händel hanno realizzato sull'
Imeneo di Silvio Stampiglia. Lo studioso ha prima ricostruito i contesti, i luoghi e le occasioni che indussero i due musicisti a realizzare le diverse versioni dell'
Imeneo, per poi passare ad esaminare le due partiture. La prima sessione si è conclusa con la relazione di Steffen Voss incentrata sulle rappresentazioni di opere di Porpora (
'Siface', 'Didone Abbandonata', 'Gli Orti Esperidi') presso il Teatro d'Opera di Amburgo. Voss ha illustrato quali fossero le modifiche apportate alle opere di Porpora, e in genere alle opere italiane, per poter essere apprezzate dal pubblico amburghese.
La sessione pomeridiana, presieduta da Teresa Gialdroni, è stata aperta da Gaetano Pitarresi che nella sua relazione
Gli oratori di Nicola Porpora del periodo napoletano, si è soffermato ad esaminare
Il Trionfo della Divina Giustizia, oratorio composto nel 1716 per la Congregazione di N. S. dei Sette Dolori, e
Il Martirio di Santa Eugenia, tragedia sacra rappresentata presso il Conservatorio di S. Onofrio nel carnevale 1722. Riguardo al primo lavoro, lo studioso ha illustrato la varietà di soluzioni stilistiche e la contaminazione tra tendenze barocche e preclassiche. Nel
Martirio di Santa Eugenia Pitarresi ha evidenziato l'attenzione del compositore ai valori drammatici del libretto. Infine di un altro oratorio,
Il Martirio di San Giovanni Nepomuceno, che, secondo alcuni studiosi, Porpora compose nel 1711, Pitarresi ha evidenziato la probabilità che risalga ad un periodo più tardo. Lorenzo Mattei ha invece offerto una lettura dell'unico oratorio londinese di Nicola Porpora,
David e Bersabea (1734), incentrata sulle scelte drammaturgiche del maestro napoletano e sulle sue tecniche compositive. L'oratorio è stato esaminato nel contesto delle dispute alimentate dai rappresentanti delle due società rivali presenti a Londra in quegli anni, l'Opera of the Nobility e la Royal Accademy of Music, e posto a confronto con gli oratori di Händel. Kurt Markstrom nella sua relazione (
Venezia 1744-1745: i due servizi per il Vespro nella versione di Porpora) si è soffermato sul secondo soggiorno veneziano del compositore (1742-1747), con particolare riferimento a due cicli di Vespri, composti «per la festività dell'Assunta», di cui lo studioso canadese ha proposto una ricostruzione dell'intera esecuzione. Infine Antonio Caroccia (
Alcuni componimenti sacri di Porpora per la Settimana Santa) ha esaminato sotto il profilo storico, analitico e della ricezione in ambiente meridionale, le "lezzioni" composte per la Congregazione dei Girolamini di Napoli e per Donna Isabella D'Andrea tra il 1732 e il 1740 e alcuni salmi trascritti per uso personale da Giuseppe Sigismondo e depositati nel Conservatorio "San Pietro a Majella".
La sessione mattutina di sabato 4 ottobre, presieduta da Roberto Pagano, ha avuto inizio con la relazione di Stefano Aresi (
Nella fucina di Polifemo: Nicola Porpora tra creazione, tradizione e correzione) che ha illustrato il metodo di lavoro utilizzato dal musicista sia nel caso di creazione di un'opera che in quello relativo alla diffusione e alla conservazione. A seguire l'intervento di Teresa M. Gialdroni che ha argomentato sulle problematiche inerenti all'organizzazione interna delle miscellanee di cantate da camera con particolare riferimento alla raccolta Meiningen E 82 b. Giulia Giovani nella sua relazione (
Le edizioni napoletane di cantata da camera, con una parentesi londinese) partendo dalla constatazione della particolarità delle due edizioni a stampa delle quattro cantate di Pergolesi, le sole in Italia realizzate con il procedimento calcografico, giunge ad ipotizzare che l'utilizzo della calcografia per le due stampe sia legato alla conoscenza dell'edizione londinese da parte degli stampatori napoletani Palmiero che adottarono la nuova tecnica di stampa. La sessione, da ora presieduta da Claudio Toscani, procede con la lettura della relazione di Mariateresa Dellaborra
Il concerto per flauto di Nicola Porpora e il repertorio coevo. Dopo una ricognizione aggiornata della produzione strumentale giunta attraverso raccolte a stampa e pagine manoscritte, la studiosa si è concentrata sul concerto per flauto con accompagnamento di due violini e basso giunto in copia manoscritta, mutila dell'
incipit del primo movimento del violino secondo. La partitura è stata poi confrontata con diverse composizioni per identico organico di alcuni dei musicisti con i quali Porpora entrò in contatto. Ugo Piovano (
Le Sinfonie da camera a tre istromenti di Nicola Porpora nel panorama strumentale contemporaneo) ha posto l'accento sulle motivazioni per cui le opere di Porpora rimasero sconosciute fino alla fine degli anni sessanta del XX secolo. Al centro del suo intervento vi è la capacità di Porpora di rendere di "gusto nuovo" brani come la sonata a tre, il concerto e la sinfonia. La ragione di ciò va cercata, secondo Piovano, nei contesti in cui egli compose queste opere ossia la Londra degli anni 1730-40 e Parigi di metà secolo, periodo in cui la musica strumentale da camera e non solo subisce una grande trasformazione sul piano organologico e stilistico-formale. I lavori del convegno si sono conclusi con la relazione
Le Cantadas humans a solo di Emanuel Rincon d'Astroga (Lisbona, 1726) del Gruppo di Studio (composto dagli studenti M. R. Cannatà, F. Mandaradoni, M. F. Montuoro, M. Salerno, V. Suraci, R. Turone) della classe di Didattica della Musica del Conservatorio di Reggio Calabria. Nel corso della relazione gli studenti hanno ricostruito con precisione gli anni trascorsi dal Barone in Spagna e in Portogallo, dove nel 1726 fu pubblicata la silloge, concentrando, poi, la discussione sulle peculiarità testuali e musicali delle dodici cantate le uniche a presentare il testo in italiano ed in spagnolo confrontate con alcune cantate di A. Scarlatti e Porpora.
Maria Franca Montuoro
Vittoria Suraci, Rosanna Turone