Società Italiana di Musicologia - Bollettino

SIdM Bollettino

Direttore responsabile: Andrea Estero.
Redazione e progetto grafico: Sara Ciccarelli.

Il Bollettino della SIdM ha cadenza
semestrale. Il numero 2010/1
sarà diffuso a marzo 2010.

SEGNALAZIONI DEI SOCI per il Bollettino d'informazione SIdM 2010-1
I Soci sono invitati a segnalare informazioni (convegni, progetti, pubblicazioni) entro il 2 marzo 2010 all'indirizzo segreteria@sidm.it


Credo che non sfugga a nessuno dei nostri soci che le sorti della musicologia italiana sono legate a stretto filo con la possibilità di offrire ai nostri giovani studiosi una decente possibilità di impiego: nell’Università, nei Conservatori o in altri ordini o tipi di scuole. La ricerca non può contare in Italia, se non raramente, su specifiche sovvenzioni pubbliche o private; e quindi troppo spesso si configura come un lusso che si possono concedere coloro che hanno altre fonti di reddito, tra cui, appunto, l’insegnamento. Questa è la ragione per cui la SIdM ha istituito, all’interno del proprio organismo direttivo, uno specifico settore dedicato agli “insegnamenti”. Il senso di questa attenzione discende anche, come è ovvio, dal massimo interesse che una Società come la nostra deve nutrire nei confronti del grado di cultura dei musicisti “pratici”, dei compositori, dei critici e in particolare del pubblico dei lettori e degli ascoltatori. Soltanto in un contesto culturale vivace e ricco, il lavoro musicologico può fiorire e trovare il suo proprio senso.

Ho elencato queste ovvietà per poter affermare che, di fronte ai cambiamenti in atto negli ordinamenti degli studi, la SIdM non può stare alla finestra, soprattutto se avverte che ci sono segnali di emarginazione del ruolo formativo che le discipline musicologiche – storiche e teoriche – sono chiamate a svolgere. Particolarmente attuali e urgenti ci sono parsi, per le discipline storico-musicali, i problemi che si presentano (e si presenteranno) nel corso del processo riformatore dei Conservatori di musica, programmato dalla legge 508. A questo abbiamo dedicato e dedicheremo la massima attenzione: con l’informazione (anche sul nostro sito) di quali e quante situazioni presentano aspetti critici, e con interventi mirati e diretti sui direttori e sui docenti delle singole istituzioni.

Ancor più urgente è la definizione degli spazi e delle funzioni che deve svolgere la storia della musica nei nuovi ordinamenti dei Licei, che dovrebbero andare a regime con l’a.s. 2010-2011. Dall’esame delle bozze in via di approvazione abbiamo dovuto rilevare che è reale il pericolo dell’esclusione della storia della musica da tutti gli indirizzi liceali, se si escluda l’indirizzo musicale del Liceo coreuticomusicale. E anche in questi Licei musicali, alla storia della musica dovrebbero essere dedicate due ore settimanali dei primi due anni e solo un’ora settimanale nei successivi tre anni. Inoltre abbiamo dovuto constatare che nelle future classi di concorso mancava Storia della musica, inserita in “Musica” (termine che crea le condizioni per un affidamento della materia a vecchi e nuovi docenti di educazione musicale). C’era e c’è di che allarmarsi. Ho cercato di correre ai ripari e, vista la gravità della situazione, ho pensato che non potessimo rischiare di presentarci agli interlocutori separati, o addirittura conflittuali con l’ADUIM e il Saggiatore musicale. Dai contatti che ne sono seguiti (in luglio) è stato possibile presentare al ministero (in agosto) un documento comune, che pubblichiamo a p. 5 del presente Bollettino.

Allo stato attuale, possiamo così sintetizzare le intese raggiunte con i rappresentanti ministeriali:
a) Abbiamo convenuto che l’insegnamento di Storia della musica, anche attraverso un’articolata didattica dell’ascolto, deve contribuire in modo determinante a far maturare negli studenti «la necessaria prospettiva culturale, storica, estetica». Questa disciplina svolge così un’essenziale funzione di raccordo tra insegnamenti teorici, insegnamenti storici e insegnamenti musicali pratici.
b) In considerazione di questo, appare del tutto inopportuno che la disciplina delle nuove classi di concorso non preveda una classe apposita per Storia della musica, prospettandone l’assimilazione a un generico insegnamento di ‘Musica’, affidato a docenti privi di una formazione storica specifica. Abbiamo convenuto quindi che nel regolamento sulle nuove classi di concorso dovrà essere inclusa la classe specifica “Storia della musica negli istituti di istruzione secondaria di II grado”, a cui si dovrà accedere con specifiche competenze storiografico-musicali, ora conseguibili nella laurea magistrale della classe LM-45 Musicologia e beni musicali, in futuro, auspicabilmente, anche in analoghi percorsi musicologici che venissero introdotti negli Ordinamenti didattici dei Conservatori.
c) Il piano degli studi dell’indirizzo musicale del Liceo musicale e coreutico (Allegato E) assegna a Storia della musica un orario d’insegnamento articolato in due ore settimanali nel primo biennio e un’ora settimanale nel triennio successivo. Ciò renderebbe impossibile nel triennio un’efficace didattica dell’ascolto in chiave storica, nonché il raccordo con le storie e l’esperienza musicale pratica. Si è convenuto sull’opportunità che nel triennio Storia della musica e Teoria e composizione abbiano entrambe 2 ore settimanali.
d) Storia della musica non è materia d’insegnamento nella Sezione coreutica del Liceo musicale e coreutico, poiché surrogata da Laboratorio musicale. Si conviene che Storia della musica con un carico orario di almeno un’ora settimanale dal terzo al quinto anno deve invece svolgere in quanto tale un ruolo determinante quanto a conoscenza e coscienza storica e stilistica delle musiche sulle quali si svolge la formazione coreutica, in piena sinergia con Storia della danza.
e) Con l’eccezione del Liceo musicale e coreutico, la Storia della musica è di fatto assente nella formazione liceale. Storia della musica non figura neppure fra gli insegnamenti attivabili sulla base del POF delle singole istituzioni scolastiche, elencati nell’Allegato H. Si conviene di includere Storia della musica nell’allegato H del disegno di legge sull’assetto dei Licei, al fine di contemplare la possibilità di attivarne insegnamenti in tutti gli indirizzi liceali.

Guido Salvetti, Presidente SIdM
Editoriale del Bollettino 2009 - 2

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