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SEGNALAZIONI DEI SOCI
per il Bollettino d'informazione SIdM 2010-1
I Soci sono invitati a segnalare informazioni (convegni, progetti, pubblicazioni) entro il 2 marzo 2010 all'indirizzo segreteria@sidm.it
Credo che non sfugga a nessuno dei nostri soci che le sorti della musicologia italiana sono legate a stretto filo con la possibilità di offrire ai nostri giovani studiosi una decente possibilità di impiego: nellUniversità, nei Conservatori o in altri ordini o tipi di scuole. La ricerca non può contare in Italia, se non raramente, su specifiche sovvenzioni pubbliche o private; e quindi troppo spesso si configura come un lusso che si possono concedere coloro che hanno altre fonti di reddito, tra cui, appunto, linsegnamento. Questa è la ragione per cui la SIdM
ha istituito, allinterno del proprio organismo direttivo, uno specifico settore dedicato agli insegnamenti. Il senso di questa attenzione discende anche, come è ovvio, dal massimo interesse che una Società come la nostra deve nutrire nei confronti del grado di cultura dei musicisti
pratici, dei compositori, dei critici e in particolare del pubblico dei lettori e degli ascoltatori. Soltanto in un contesto culturale vivace e ricco, il lavoro musicologico può fiorire e trovare il suo proprio senso.
Ho elencato queste ovvietà per poter affermare che, di fronte ai cambiamenti in
atto negli ordinamenti degli studi, la SIdM
non può stare alla finestra, soprattutto se
avverte che ci sono segnali di emarginazione
del ruolo formativo che le discipline
musicologiche storiche e teoriche sono
chiamate a svolgere.
Particolarmente attuali e urgenti ci sono
parsi, per le discipline storico-musicali, i
problemi che si presentano (e si presenteranno)
nel corso del processo riformatore
dei Conservatori di musica, programmato
dalla legge 508. A questo abbiamo dedicato
e dedicheremo la massima attenzione:
con linformazione (anche sul nostro
sito) di quali e quante situazioni presentano
aspetti critici, e con interventi mirati
e diretti sui direttori e sui docenti delle
singole istituzioni.
Ancor più urgente è la definizione degli
spazi e delle funzioni che deve svolgere la
storia della musica nei nuovi ordinamenti
dei Licei, che dovrebbero andare a regime
con la.s. 2010-2011. Dallesame delle
bozze in via di approvazione abbiamo
dovuto rilevare che è reale il pericolo
dellesclusione della storia della musica
da tutti gli indirizzi liceali, se si escluda
lindirizzo musicale del Liceo coreuticomusicale.
E anche in questi Licei musicali,
alla storia della musica dovrebbero essere
dedicate due ore settimanali dei primi due
anni e solo unora settimanale nei successivi
tre anni. Inoltre abbiamo dovuto constatare
che nelle future classi di concorso
mancava Storia della musica, inserita in
Musica (termine che crea le condizioni
per un affidamento della materia a vecchi
e nuovi docenti di educazione musicale).
Cera e cè di che allarmarsi. Ho cercato
di correre ai ripari e, vista la gravità della
situazione, ho pensato che non potessimo
rischiare di presentarci agli interlocutori
separati, o addirittura conflittuali con
lADUIM e il Saggiatore musicale. Dai
contatti che ne sono seguiti (in luglio) è
stato possibile presentare al ministero (in
agosto) un documento comune, che pubblichiamo
a p. 5 del presente Bollettino.
Allo stato attuale, possiamo così sintetizzare
le intese raggiunte con i rappresentanti
ministeriali:
a) Abbiamo convenuto che linsegnamento
di Storia della musica, anche attraverso
unarticolata didattica dellascolto,
deve contribuire in modo determinante a
far maturare negli studenti «la necessaria
prospettiva culturale, storica, estetica».
Questa disciplina svolge così unessenziale
funzione di raccordo tra insegnamenti
teorici, insegnamenti storici e insegnamenti
musicali pratici.
b) In considerazione di questo, appare del
tutto inopportuno che la disciplina delle
nuove classi di concorso non preveda una
classe apposita per Storia della musica,
prospettandone lassimilazione a un generico
insegnamento di Musica, affidato
a docenti privi di una formazione storica
specifica. Abbiamo convenuto quindi che
nel regolamento sulle nuove classi di concorso
dovrà essere inclusa la classe specifica
Storia della musica negli istituti di
istruzione secondaria di II grado, a cui si
dovrà accedere con specifiche competenze
storiografico-musicali, ora conseguibili
nella laurea magistrale della classe LM-45
Musicologia e beni musicali, in futuro, auspicabilmente,
anche in analoghi percorsi
musicologici che venissero introdotti negli
Ordinamenti didattici dei Conservatori.
c) Il piano degli studi dellindirizzo
musicale del Liceo musicale e coreutico
(Allegato E) assegna a Storia della musica
un orario dinsegnamento articolato in
due ore settimanali nel primo biennio e
unora settimanale nel triennio successivo.
Ciò renderebbe impossibile nel triennio
unefficace didattica dellascolto in chiave
storica, nonché il raccordo con le storie e
lesperienza musicale pratica. Si è convenuto
sullopportunità che nel triennio Storia
della musica e Teoria e composizione
abbiano entrambe 2 ore settimanali.
d) Storia della musica non è materia dinsegnamento
nella Sezione coreutica del
Liceo musicale e coreutico, poiché surrogata
da Laboratorio musicale. Si conviene
che Storia della musica con un carico orario
di almeno unora settimanale dal terzo
al quinto anno deve invece svolgere in
quanto tale un ruolo determinante quanto
a conoscenza e coscienza storica e stilistica
delle musiche sulle quali si svolge
la formazione coreutica, in piena sinergia
con Storia della danza.
e) Con leccezione del Liceo musicale
e coreutico, la Storia della musica è di
fatto assente nella formazione liceale.
Storia della musica non figura neppure fra
gli insegnamenti attivabili sulla base del
POF delle singole istituzioni scolastiche,
elencati nellAllegato H. Si conviene di
includere Storia della musica nellallegato
H del disegno di legge sullassetto dei Licei,
al fine di contemplare la possibilità di
attivarne insegnamenti in tutti gli indirizzi
liceali. Guido Salvetti, Presidente SIdM
Editoriale del Bollettino 2009 - 2
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In allegato a questo numero del Bollettino l'omaggio ai Soci di 3 CD con musiche di Franz Liszt, offerti dall'Istituto Liszt di Bologna.
I tre CD Franz Liszt. Reminiscenze e Fantasie, annessi in copia omaggio a questo numero del Bollettino, sono offerti dall'Istituto Liszt di Bologna, editi dalla casa discografica Base Record di Bologna.
Essi contengono una scelta di composizioni tratte dall'enorme catalogo delle opere cameristiche (e soprattutto pianistiche) di Franz Liszt.
La scelta è stata fatta seguendo tre temi: nel primo CD Fantasie d'opera si ascoltano alcune fra le numerose parafrasi da concerto che Liszt scrisse su temi d'opera famosi, trasferendo sul pianoforte temi ben noti, che la sua fantasia
sonora sapeva amplificare al punto da far dimenticare la mancanza della voce e dell'orchestra. Nel secondo CD Motivi popolari sono raccolti brani ispirati a temi popolari dei paesi in cui Liszt viaggiò durante il periodo delle sue
tournées concertistiche e dove poi scelse di vivere. Nell'ultimo CD Il capolavoro e le rarità si sono raccolti pezzi diversi: il brano giustamente più famoso, la Sonata in si minore, e titoli che nel panorama odierno italiano si possono
tranquillamente definire "rarità".
I pezzi sono eseguiti da tredici pianisti, un cantante, un violinista e un violoncellista, tutti splendidi interpreti, diversi solo per età e per livello di notorietà in Italia e all'estero. Non potendo citarli tutti per ragioni di spazio,
si deve almeno accennare alla presenza del più famoso interprete lisztiano nel mondo Leslie Howard che per la casa Hyperion ha inciso su 97 CD tutta la produzione pianistica lisztiana.
Altro aspetto che unifica i tre CD è il "suono" del pianoforte su cui sono state registrate le musiche: uno strumento d'epoca, uno Steinway del 1860, perfettamente restaurato e capace di accogliere ogni sollecitazione dei meravigliosi
interpreti. La registrazione, infatti, è stata effettuata nel settembre 2005 all'interno dell'Istituto Liszt, un'istituzione giovane (è stata fondata nel 1997), che intende valorizzare la personalità di Franz Liszt e più in generale la produzione
pianistica dell'Ottocento attraverso esecuzioni e grazie ad una ricca biblioteca, aperta a studiosi ed amatori.
Rossana Dalmonte
Direttore artistico Istituto Liszt
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