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La réception de l'œuvre de Domenico Scarlatti en France

Jean Duron

Abstract


The published keyboard works of Domenico Scarlatti are known above all for the celebrated Essercizi (Fortier, London, 1738), a collection which up to now has been considered the first of the composer's pieces for piano to be published and on this supposition Ralph Kirkpatrick based his numeration of Scarlatti's works. In actual fact the collection was preceded in 1737 by an earlier series of two French volumes, published in Paris by the widow Boivin and by Leclerc. This article first of all re-examines these publications together with the successively published xlii Suites de pièces, collected by Roseingrave (London, Cooke, 1739), and the three volumes of the second French series (Paris, Boivin-Leclerc, 1740-1751). In addition the article studies the various editorial disputes and endeavours to identify the links that could have existed between the various publishers. The French publications of Scarlatti in the Boivin-Leclerc editorial project for harpsichord music are collocated in the second part of the article. The two publishers, who till that moment published only French music for keyboard instruments, seemed to have abandoned French artists in favour of foreigners, a policy decision which had notable consequences for young musicians bent on recording their works in the subsequent decade.

 


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La ricezione dell'opera di Domenico Scarlatti in Francia

 

Le opere per tastiera a stampa di Domenico Scarlatti sono note soprattutto attraverso i famosi Essercizi pubblicati da Fortier a Londra nel 1738, raccolta che finora era considerata come la prima pubblicazione di pezzi per tastiera del compositore, e su cui Ralph Kirkpatrick fondò - per questa ragione - la numerazione delle opere di Scarlatti. In realtà, questa raccolta fu preceduta nel 1737 da una prima serie di due volumi francesi pubblicati dalla vedova Boivin e da Leclerc a Parigi. Questo articolo riprende in esame queste pubblicazioni insieme alle successive: le XLII Suites de pièces raccolte da Roseingrave (Londres, Cooke, 1739) e i tre volumi della seconda serie francese (Parigi, Boivin-Leclerc, 1740-1751); studia inoltre i differenti contesti editoriali e cerca di individuare i legami che poterono esistere fra i diversi editori. Nella seconda parte, l'articolo colloca le pubblicazioni francesi di Scarlatti nel progetto editoriale di Boivin e Leclerc per la musica cembalistica. Questi editori, che fino ad allora avevano pubblicato solo musica francese per gli strumenti a tastiera, sembrano abbandonare gli artisti francesi in favore di quelli stranieri. Questa scelta politica ebbe delle conseguenze notevoli sui giovani musicisti che fecere incidere le loro opere nel decennio successivo.

 


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