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Autografi bazziniani: ritrovamenti e nuove scoperte

Mariella Sala

Abstract


La ricerca ha preso avvio dall'elenco degli Autografi di Antonio Bazzini offerti dalla sig.ra Tina Bazzini alla Società Concerticontenuto nel Catalogo / Musica / Società Concerti Compilato per cura di F. Pasini / Maggio 1897. L'elenco comprende 23 pezzi (dalla partitura della Turanda, a quella della Francesca da Rimini, alle parti di composizioni violinistiche, in gran parte manoscritti autografi). Il registro è attualmente conservato presso la Biblioteca del Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia, insieme alla musica appartenuta alla Società dei Concerti che ha trovato sistemazione nel Fondo prezioso della Biblioteca. Di questi autografi si era persa la traccia. Per fare l'esempio più clamoroso, della Turanda (l'opera di Bazzini rappresentata alla Scala nel 1867) rimane, a Brescia, soltanto una partitura incompleta autografa in lapis ma non è più reperibile la Partitura per Orchestra e Canto in 4 Parti che apre l'elenco di Pasini. In un recente sopralluogo alla Biblioteca del Conservatorio di Milano, nei faldoni di un Dono Sartori, quasi tutta la musica dell'elenco è ritornata alla luce. Il Dono Sartoriconsta di 7 faldoni, alcuni con etichetta che ne descrive sommariamente il contenuto (Opere numerate Op.1-39; Opere numerate Op.40-82; Musiche sacre per la Pace 1837-38): oltre a molta musica (non soltanto quella della Società dei Concerti), anche numerose fotocopie di lettere (trascritte da Sartori nel suo volume, nella parte dedicata al carteggio), alcune lettere originali, qualche ritratto. 

Accanto a questa importante raccolta, si segnalano nuove scoperte di manoscritti e autografi bazziniani conservati in vari archivi musicali di Brescia (il Fondo prezioso del Conservatorio, l'Archivio Musicale della Basilica delle Grazie, il cosiddetto Fondo Chimeri). Il saggio si completa con una panoramica sulle perdite subite, nel tempo, da vari fondi musicali bresciani, aprendo una riflessione sulla loro difficile tutela. 

Grazie questi ritrovamenti è stato possibile fornire in appendice un aggiornamento del catalogo stilato da Sartori, integrando le localizzazioni che lo studioso non specifica, e aggiungendo le composizioni sacre giovanili del compositore bresciano, sconosciute a Sartori.

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Bazzini autographs: findings and new discoveries

The research started with the list Autografi di Antonio Bazzini offerti dalla sig.ra Tina Bazzini alla Società Concerti contained in the Catalogo / Musica / Società Concerti Compilato per cura di F. Pasini / Maggio 1897. The list includes 23 entries (from the score ofTuranda to that of Francesca da Rimini and the parts of compositions for violin) referring mainly to autograph manuscripts. The above-mentioned catalogue can be found at present in the Library of the “Luca Marenzio” Conservatory of Brescia, together with music belonging to the Società dei Concerti and stored in the Fondo prezioso of the Library. These autograph manuscripts had vanished without trace, the most sensational 'loss' being that only an incomplete score, a pencil autograph, of Turanda (Bazzini's opera given at the Scala in 1867) remained at Brescia while the Partitura per Orchestra e Canto in 4 Parti, which is the first entry in Pasini's catalogue, was no longer to be found. In a recent search at the Library of Milan Conservatory, however, almost all the music catalogued was rediscovered in the bundles of a bequest, the Dono Sartori. The Dono Sartori consists of 7 bundles, some with a label briefly describing the contents (Opere numerate Op.1-39; Opere numerate Op.40-82; Musiche sacre per la Pace 1837-38); in addition to a great deal of music (not only that of the Società dei Concerti), there are also numerous photocopies of letters (reproduced in Claudio Sartori's work in the section dedicated to correspondence), some original letters, a few portraits. 

Besides this important find, other Bazzini manuscripts and autographs were discovered in various music archives at Brescia (the Fondo prezioso of the Conservatory, the Music Archive of Basilica delle Grazie, the so-called Fondo Chimeri). The paper concludes with an overview of the losses experienced over the years by the various musical fondi of Brescia and examines the difficulties encountered in conserving them. 

Thanks to these discoveries it has been possible to give in appendix an updating of the catalogue drawn up by Sartori, identifying the locations which the scholar does not specify and adding the juvenile sacred compositions which were unknown to Sartori.


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