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Musica e musicisti nell'epistolario del marchese Sampieri

Barbara Migliorini

Abstract


Nell'ambiente musicale bolognese del primo Ottocento, Francesco Sampieri era conosciuto dai suoi contemporanei per l'attività di musicista e compositore (riuscì a mettere in scena sette melodrammi nei vari teatri d'Italia e con l'ultima rappresentazione, nel 1827, del Pompeo in Siria, presso il Teatro Comunale di Bologna, il marchese decise di abbandonare le scene), ma soprattutto per i legami con la Società del Casino di Bologna. All'interno di questa sorta di circolo culturale, a cui appartenevano soci di alto lignaggio e all'interno del quale si svolgevano diverse attività ricreative, fu assegnato al marchese il compito di organizzare gli intrattenimenti musicali. E nel 1810 venne nominato direttore della sezione musicale, carica che mantenne fino alla vigilia della sua morte. Durante la sua lunga attività Sampieri riuscì a costruire una fitta rete di contatti con musicisti, editori, impresari e personalità legate al panorama musicale italiano. 

Scopo di questa saggio è la presentazione del carteggio di Francesco Sampieri, costituito da 650 lettere scritte da vari mittenti al marchese, che insieme alla raccolta musicale che va dal XVIII al XIX secolo, tra cui la produzione sacra e teatrale dello stesso Sampieri, costituisce il Fondo Sampieri, oggi conservato presso la sezione musicale della Biblioteca Palatina di Parma. L'epistolario, tenuto conto delle sole lettere di interesse musicale, presenta una grande quantità di notizie sulla vita e sulle composizioni del marchese, sulla sua attività presso il Casino di Bologna, sullo sviluppo dei rapporti con casa Ricordi e molte informazioni sull'opera italiana del primo Ottocento. In particolare in quest'ultima sezione sono state inserite integralmente alcune lunghe e interessanti lettere scritte da Sebastiano Conti Castelli a Francesco Sampieri, relative alla prima rappresentazione della Matilde di Shabran di Rossini. Attraverso queste fonti e con le integrazioni delle cronache dell'epoca è stato possibile ricostruire fatti e avvenimenti altrimenti di difficile comprensione, avvenimenti che hanno segnato il tessuto socio-culturale del primo Ottocento musicale italiano. 

In appendice, viene offerto l'elenco dei corrispondenti di Sampieri, con la collocazione e la datazione delle lettere.

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Music and musicians in the correspondence of Marquis Francesco Sampieri

In the musical circles of Bologna at the beginning of the nineteenth century Francesco Sampieri was well-known by his contemporaries for his activity as musician and composer: he succeeded in having seven operas presented in various Italian theatres until, with the last performance of Pompeo in Siria at Bologna's Teatro Comunale in 1827, the marquis decided to turn his back on the stage. He was known even more for his connection with the Società del Casino of Bologna, a sort of cultural club whose members were all aristocratic and where recreational activities of various kinds were arranged: the marquis in fact was entrusted with the task of organizing musical entertainments, while in 1810 he was appointed director of the music sector, a position he held up to the eve of his death. 

During this lengthy period of activity Sampieri succeeded in creating a profuse network of contacts with musicians, publishers, impresarios and personalities connected with music in Italy. 

The subject of this paper is the epistolary of Francesco Sampieri, consisting of 650 letters written to the marquis by various correspondents which, together with the collection of music (which stretches from the xviii to the xix century and includes the sacred and theatrical works of Sampieri), forms the Fondo Sampieri, preserved today in the music section of the Biblioteca Palatina of Parma. The epistolary, taking into account solely the letters of musical interest, provides a vast quantity of information on the life and compositions of Sampieri, on his activity at the Bologna Casino, on the development of his relations with the music publisher Ricordi and, even more, on Italian opera at the beginning of the nineteenth century. In particular, in the last-named section, long and interesting letters have been included, unabridged, written by Sebastiano Conti Castelli to Francesco Sampieri in connection with the first performance of Rossini's Matilde di Shabran. Through these sources integrated with the news reports of that time, it has been possible to reconstruct facts and events otherwise obscure, events which have marked the socio-cultural fabric of Italian music at the beginning of the nineteenth century. 

The appendix gives a list of Sampieri's correspondents together with the location and date of the letters.


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