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Uno sconosciuto manoscritto di cantate della Biblioteca Provinciale “Pasquale Albino” di Campobasso

Giacomo Sciommeri

Abstract


Il manoscritto segnato Manoscritti Musicali 2, conservato nella Biblioteca Provinciale “Pasquale Albino” di Campobasso, contiene 17 cantate da camera attribuite a Scarlatti, Cesarini, Mancini, Antonio Maria Bononcini, Bencini e Perti. Nel saggio vengono prima di tutto ricostruiti alcuni passaggi della storia del manoscritto: dal suo probabile possessore nel tardo Settecento (Giovanni Maria del Turco), alla possibile provenienza toscana di fine Ottocento (Maria d’Aragona), sino al recente ritrovamento a Roccamandolfi da parte di Sebastiano Martelli, il quale lo donò nel 2009 alla biblioteca molisana. Successivamente, vengono fornite alcune osservazioni codicologiche sulla raccolta, volte a far luce sulla possibile struttura materiale e composita del manufatto: particolare attenzione è stata rivolta all’esame dei copisti che hanno redatto musica e testo delle cantate, attraverso il quale, grazie anche ad alcuni riscontri archivistici, è stato possibile ricondurre determinati fascicoli e composizioni a particolari contesti culturali. Infine, vengono esposte varie considerazioni sulla possibile datazione della composizione e della copiatura delle cantate presenti nel manoscritto, nonché sull’importanza che la ‘nuova’ fonte ha per l’attribuzione di alcuni brani ai rispettivi autori.

 

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An unknown manuscript of cantatas in the“Pasquale Albino” Provincial Library, Campobasso

 

 

The manuscript marked Manoscritti 2 preserved in the “Pasquale Albino” Provincial Library of Campobasso contains a collection of 17 cantatas attributed to Scarlatti, Cesarini, Mancini, Antonio Maria Bononcini, Bencini and Perti. The present paper first of all reconstructs some passages in the history of the manuscript: from its probable owner in the late eighteenth century (Giovanni Maria del Turco) to its possible Tuscan origin at the end of the nineteenth century (Maria d’Aragona) up to its recent discovery at Roccamandolfi by Sebastiano Martelli, who donated it in 2009 to the Molise Library. Subsequently some codicological comments are made relative to the cantatas, throwing light on the possible material and composite structure of the collection and paying particular attention to the copyists who reproduced the music and text, which (thanks also to archival crosschecking) has resulted in the allocation of some fascicles and compositions to specific cultural contexts. Finally, various considerations are made relative to the possible dating of the composition and subsequent copying of the cantatas, as well as on the importance of the “new” source for the attribution of some pieces to their respective composers.



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