Online Submissions
Hai già una Username/Password per «Fonti Musicali Italiane»?
Vai al Login
Hai bisogno di una Username/Password?
Vai alla Registrazione
Sono richieste la registrazione e il login per sottomettere gli items online e controllare lo stato corrente delle submissions.
Linee guida degli autori
Nota per i collaboratori di «Fonti Musicali Italiane»
I saggi devono essere inviati in allegato e in formato word al seguente indirizzo di posta elettronica: biancamaria.antolini@fastwebnet.it, corredati di un abstract e di un breve curriculum.
I saggi verranno scelti anche in base a un processo di peer reviewing, sottoponendoli, in forma anonima, al giudizio di due referee. Una volta accettato il saggio l’autore, tenuto conto degli eventuali rilievi proposti dai due referee, lo invierà, redatto secondo le norme di redazione disponibili sul sito della rivista, all’indirizzo sopra indicato.
Qualora l’articolo accettato dovesse prevedere delle immagini, sarà necessario presentare prima della stampa una dichiarazione liberatoria dell’ente possessore delle immagini stesse.
Norme redazionali per i collaboratori della rivista
Fonti Musicali Italiane
Versione 1.1.
7 marzo 1996
1. Introduzione
Le Norme per i collaboratori (d'ora in poi nc) prevedono una prima parte dedicata a regole generali, una seconda dedicata alle istruzioni relative alla redazione dei testi ed una terza per le citazioni bibliografiche. Seguono poi alcune appendici che contengono sussidi e repertori di consultazione.
Vista la continua diffusione dell'uso del personal computer si è pensato di fornire, oltre alle norme riguardanti la redazione, anche dei suggerimenti per la videoscrittura. Quando non indicato specificamente, come per esempio nel paragrafo 2.1., queste ultime compariranno nel testo in corpo minore.
2. Norme generali
2.1. Suggerimenti generali all'uso di programmi di scrittura su personal computer
2.1.1. Formato, memorizzazione e stampa
Si consiglia di fornire alla redazione il testo di qualsiasi contributo in forma elettronica su dischetto da 3 ½", utilizzando uno dei formati di videoscrittura più noti (Word per Dos, Windows o Apple, Write, Wordperfect, Wordstar, ecc.) o in formato testo (Ascii). Qualora sia possibile, è preferibile separare su file distinti il testo del contributo dalle note a pie' di pagina e dalle eventuali appendici, indici o altro. Alla versione in forma elettronica è necessario allegare sempre una versione a stampa.
2.1.2. Corsivi, neretti, maiuscoletti e altre caratteristiche speciali
Qualora non si riesca ad ottenere con il proprio programma di videoscrittura le caratteristiche tipografiche richieste dalle nc (corsivi, neretti, maiuscoletti, apici ecc.) si consiglia di lasciare il testo in forma normale (tondo, alto/basso) e di evidenziare chiaramente a mano, tramite segni convenzionali, le eventuali caratteristiche speciali sulla versione a stampa.
2.1.3. Caratteri speciali
Qualora non si riesca ad ottenere con il proprio programma di videoscrittura alcuni caratteri speciali richiesti dalle nc si può aggiungere o evidenziare tali caratteri sulla versione a stampa. Si consiglia di fare riferimento alla tabella che segue che fornisce un elenco dei caratteri speciali e dei tasti che è necessario usare per ottenerli. Qualora invece si riuscisse a ottenerli sulla versione elettronica ma non nella versione a stampa, si consiglia ugualmente di aggiungere o evidenziare a mano su quest'ultima tali caratteri.
Per ottenere i caratteri speciali della colonna di sinistra tramite personal computer dos compatibile occorre premere il tasto alt e, tenendo premuto, digitare sul tastierino numerico il relativo numero indicato sulla colonna di destra.
#35/47“174”175
2.2. Norme generali di redazione
2.2.1. Punteggiatura
Qualsiasi segno di interpunzione è seguito ma non preceduto da spazio. I segni d'interpunzione dovranno sempre seguire le parentesi o le virgolette. L'esponente della nota va invece collocato sempre dopo il segno d'interpunzione.
2.2.2. Accenti
Si consiglia di porre attenzione all'uso corretto degli accenti acuto e grave, in particolare per ciò che riguarda la vocale e. A tal fine si veda l'appendice ii che riporta una serie di indicazioni secondo la norma uni 6015.
2.2.3. Uso delle maiuscole
Vanno in maiuscolo: gli aggettivi sostantivati usati per designare un'area geografica (il Mantovano); i termini che indicano periodi o epoche storiche (il Trecento, il Risorgimento); le parole Stato, Chiesa, Regione, Comune quando indicano istituzionalmente l'ente: quindi “i rapporti tra Stato e Chiesa”, ma “i mosaici della chiesa di S. Clemente”; i nomi comuni e aggettivi sostantivati usati per indicare uno Stato o una magistratura (la Serenissima, la Municipalità ecc.). Si farà un uso discrezionale delle maiuscole quando sia necessario per evitare confusioni: il gruppo dei Cinque, ecc.
Per le denominazioni di magistrature, enti, uffici, istituti, associazioni si userà il maiuscolo solo per la prima lettera della prima parola, es.: Biblioteca apostolica vaticana; Ministero per i beni culturali e ambientali; Ufficio ricerche fondi musicali; Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche.
Per la parola santo ci si regolerà come segue: maiuscolo e per esteso se si tratta di denominazione geografica, es.: San Vito Chietino; S puntato maiuscolo per denominazione di chiese, es.: la chiesa di S. Giacomo; doppia S, entrambe in maiuscolo, per chiese intitolate a più santi, es.: SS. Vincenzo e Anastasio; Ss. per l'abbreviazione di santissimo, es.: chiesa della Ss. Trinità; minuscolo e per esteso se si parla nel testo di un santo, es.: i miracoli di santa Rosalia.
Per i titoli di riviste e simili si usi l'iniziale maiuscola dopo l'articolo, es.: “L'Opinione”, non “L'opinione”.
In linea di massima vanno in minuscolo: i nomi di cariche e qualifiche (prefetto, ministro degli affari esteri, sindaco, re ecc.); gli aggettivi sostantivati che indicano gli abitanti di un territorio o Stato (i lombardi, gli australiani).
2.2.4. Lessico musicale
Le singole note vanno indicate all'interno del testo tramite il loro nome in tondo minuscolo (es.: do, re, mi). Allo stesso modo l'indicazione di durata andrà in tondo minuscolo (es.: minima, semicroma ecc.). Eventuali accidenti collegati alle note si specificheranno attraverso il relativo simbolo (es.: do#, sib), qualora invece ci si debba riferire esclusivamente alle alterazioni si pongano per esteso in tondo minuscolo (es.: diesis, bemolle, bequadro). Qualora si debba indicare il nome di una tonalità, la si ponga in minuscolo, eventualmente abbreviando l'alterazione e il modo (es: do# min., sib magg.).
Per indicare la misura si usino le relative frazioni in tondo (es.: 3/8, 2/4 ecc.) o i relativi simboli musicali.
Quanto all'indicazione dell'ottava si ponga, assieme al nome della nota, una cifra positiva o negativa in pedice. Es.: do-1 la3. Per gli ambiti si segua l'esempio.

Si indichino i gradi della scala mediante numero romano maiuscoletto basso (es.: iv, vii, i-iii-v) e gli intervalli tramite una cifra araba e la vocale a in apice (es.: 5ª, 8ª).
Vanno posti in minuscolo tondo: le funzioni tonali dei singoli gradi della scala (es.: tonica, dominante ecc.), i nomi delle forme musicali utilizzati in senso generico (es.: le fughe di Bach, la sonata attribuita a Corelli). Vanno invece posti in maiuscolo: le indicazioni di tempo (es.: la prima sezione è un Allegro...); i singoli movimenti di una composizione (es.: l'Andante della sonata per pianoforte...).
2.2.5. Numeri e unità di misura
In cifre arabe quando si tratta di date, statistiche, quantità di misura ecc. Per l'uso discorsivo nel testo si preferisce la forma estesa in lettere: “le nove sinfonie di Beethoven”.
I numeri romani vanno sempre in maiuscoletto basso.
Per le unità del sistema metrico decimale non si ponga il punto dopo l'indicazione di misura, es.: cm mm ecc.
2.2.6. Sigle e acronimi
Le sigle e gli acronimi vanno posti in maiuscoletto basso, senza punti di separazione, comprese quelli di natura bibliografica (cataloghi tematici). Es.: iccu, rism, urfm, ibimus, bwv, kv ecc.
2.2.7. Sigle di biblioteche o archivi
Si consiglia di utilizzare le sigle rism per l'indicazione delle biblioteche o degli archivi musicali a cui si fa riferimento più volte all'interno di un testo.
2.2.8. Parole non italiane
Le parole non italiane vanno poste in corsivo. Qualora si trovino all'interno di una frase già corsiva (es. incipit, titoli di opere ecc.) andranno poste in tondo. Per le maiuscole si segua l'uso delle diverse lingue, con alcune eccezioni per le citazioni bibliografiche (cfr. il paragrafo 3. di queste norme).
2.2.9. Titoli di opere e incipit
I titoli di opere e gli incipit testuali vanno in corsivo. Qualora si trovino all'interno di una frase già corsiva andranno posti in tondo. In corsivo va anche l'eventuale appellativo di una composizione o il riferimento a una sinfonia tramite il suo numerale corrispondente (es.: l'Eroica di Beethoven; la Quarta di Brahms). Si pongano in maiuscolo la sola prima lettera del titolo e gli eventuali nomi propri, di luogo o quant'altri lo richiedano (es.: Don Giovanni; Il barbiere di Siviglia e non Il Barbiere di Siviglia; La sonnambula e non La Sonnambula).
Per le opere musicali l'indicazione di opus e l'eventuale numero interno all'opera saranno invece posti in tondo preceduti rispettivamente dall'abbreviazione op. e n.
2.2.10. Citazione di documenti o testi antichi
Qualora si vogliano citare documenti o testi antichi come testimonianza storica più che per motivi prettamente filologici, si consiglia di sciogliere le abbreviazioni antiche di sicura interpretazione; inserire, ove necessario ma con moderazione, alcuni segni di interpunzione che possano facilitare la lettura e la comprensione dei testi; segnalare eventuali lacune o omissioni con [...]. Eventuali integrazioni del curatore si pongano tra [ ] se si tratta di interventi sporadici e brevi; quando invece si tratterà di ricorrervi con una certa frequenza, si utilizzi il sistema delle note al testo.
2.2.11. Grafie dubbie e traslitterazioni
Per eventuali grafie dubbie o nomi in lingue da traslitterare, si faccia riferimento ai comuni repertori di consultazione.
2.2.12. Evidenziazione
Si raccomanda di limitarsi nell'uso di segni di evidenziazione ai soli casi indispensabili.
Per evidenziare parole intese in accezione speciale o un breve brano all'interno del testo si usino gli apici semplici ‘ ’ e non le virgolette doppie alte che vanno usate invece per la citazione nella citazione (cfr. 3.3.). Si ricordi che per le citazioni brevi vanno usate invece le “ ” (cfr. 3.3.).
2.2.13. Norme per l'indicizzazione
Nella redazione di indici, cataloghi o semplicemente nell'ordinamento di tabelle o elenchi ci si attenga alle norme che seguono.
Si ignorino sempre le maiuscole, gli apostrofi e, in generale, la punteggiatura.
Nel caso di indicizzazione di titoli di opere, si ignorino gli articoli determinativi e si considerino invece quelli indeterminativi.
Nel caso di indicizzazione di incipit si considerino sia gli articoli determinativi che quelli indeterminativi.
A questo proposito si faccia molta attenzione all'indicizzazione effettuata automaticamente tramite personal computer. Nella tabella che segue abbiamo gli stessi dati indicizzati secondo quattro diversi metodi. La prima colonna è indicizzata secondo un ordine ascii che considera le maiuscole: si nota che i numeri non sono indicizzati correttamente, la punteggiatura (punto esclamativo) porta Ah vedrai prima di Ah! Fellone, la parola "Andante" precede "alterazioni" perché maiuscola. La seconda colonna è indicizzata secondo l'ordine ascii, ma senza considerare le maiuscole: si nota che i numeri non sono ancora indicizzati correttamente così come gli incipit, mentre è stato corretto l'errore riguardante le maiuscole. La terza colonna è indicizzata secondo l'ordine numerico: i numeri seguono i dati alfabetici, ma sono in ordine corretto così come le parole in tondo, mentre permane l'errore sugli incipit a causa del punto esclamativo. La quarta colonna infine contiene l'ordine esatto.
ascii- maiuscoleascii no maiuscoleNumericoEsatto1 1 Ah vedrai11212Ah! Fellone222alterazioni12Ah vedraiAh vedraiAndanteAh! FelloneAh! FelloneAh! Fellone1 Ah vedraiAndantealterazioni2alterazionialterazioniAndante12Andante
Purtroppo le prime tre colonne sono state indicizzate automaticamente, mentre la quarta - l'unica esatta - è stata indicizzata a mano. Si invitano quindi i collaboratori a scegliere e utilizzare la modalità di indicizzazione automatica più idonea ai dati che devono essere ordinati e, in seguito, a controllare e correggere a mano tutti gli eventuali errori.
2.2.14. Abbreviazioni
Per le abbreviazioni principali si faccia riferimento all'appendice i. In fine di frase, prima di un punto, comunemente le abbreviazioni vanno sciolte, tranne percasi come ecc. Per le abbreviazioni bibliografiche dei principali strumenti di consultazione si consulti l'appendice iii.
3. Testo
3.1. Autore e titolo
Il nome e il cognome dell'autore del contributo dovranno essere posti all'inizio del saggio, in caratteri maiuscoli. Qualora si tratti di un contributo scritto a più mani si pongano i nomi degli autori separati da trattino breve e spazio.
Il titolo del contributo dovrà seguire l'indicazione dell'autore e dovrà essere scritto in carattere ALTO/basso.
Esempi:
BONIFACIO GIACOMO BAROFFIO
I manoscritti liturgici italiani: ricerche, studi, catalogazione
FIAMMA NICOLODI - PAOLO TROVATO
Il Lessico della critica musicale italiana
3.2. Bibliografie o cataloghi
Nel caso di contributi di natura bibliografica o che contengano cataloghi o bibliografie, si consiglia vivamente di numerare con numerazione araba progressiva tutte le schede. Si compilino poi degli indici dei nomi (autori, curatori, interpreti ecc.), delle opere, degli incipit ecc. riferiti a tale numerazione.
3.3. Citazioni
Se si tratta di brani brevi (fino a 2-3 righe dattiloscritte) porre la citazione all'interno del testo tra “ ” ; per le citazioni più lunghe, invece, si inseriscano in corpo minore, senza “ ”. Eventuali omissioni saranno indicate con [...]. In linea di massima, nelle citazioni si consiglia di normalizzare le maiuscole, la punteggiatura e gli accenti all'uso moderno e di mantenere, invece, le peculiarità ortografiche.
Qualora si abbiano brevi citazioni consecutive tratte dalla stessa opera, piuttosto che specificare la fonte da cui è tratta ogni singola frase, è preferibile porre un'unica nota bibliografica al termine dell'ultimo brano.
Qualora si abbiano citazioni all'interno di altre citazioni, si evidenzino le prime con “ ”.
3.4. A capo
Gli a capo presenti all'interno di testi poetici e simili vanno contraddistinti da barre oblique. Stesso criterio si usi per evidenziare un a capo all'interno di una trascrizione diplomatica.
3.5. Titoli di convegni
Quando il titolo di un covegno viene citato all'interno del testo si ponga tra “ ”.
Esempio:
La stessa associazione ha in seguito organizzato il convegno “La musica a Napoli e Vienna nell'età di Mozart”.
Si noti che quando il titolo di un convegno fa parte invece di una citazione bibliografica, va in corsivo.
4. Citazioni bibliografiche
4.1. Indicazione di autore
Si dia il nome (per esteso) e cognome, tutto in maiuscoletto ALTO/basso seguito da virgola
Nino Pirrotta,
Nel caso di due o tre autori si diano i nomi separati da trattino breve e da spazio
Laura Pierantoni - Roberto Fiorentini,
Nel caso di opera con più di tre autori, si dà direttamente il titolo. Non usare mai AA.VV.
Nel caso di enti autori si adotta lo stesso criterio, adeguandosi per le maiuscole alle norme generali.
Ministero per i beni culturali e ambientali,
4.2. Titolo
Tutti i titoli vanno in corsivo (monografie, saggi in riviste o in volumi miscellanei, ecc.).
Per gli atti di convegni si riporti in tondo separata da un punto la dicitura: Atti del convegno internazionale... località, data, quando segua il titolo specifico. Nel caso in cui invece la dicitura Atti del Convegno... costituisca il titolo proprio del volume, si metta in corsivo.
Es.:
Edward Neill, Niccolò Paganini. Il cavaliere filarmonico
Musica a Genova tra Medio Evo e Età Moderna. Atti del convegno di studi, Genova 8-9 aprile 1989
Per i titoli non italiani si segua l'uso delle diverse lingue. In inglese si ponga maiuscola solo la prima lettera del titolo, le altre minuscole (tranne ovviamente per nomi propri, di luogo ecc.).
4.3. Numero complessivo dei volumi
Subito dopo il titolo, separata da virgola, si dia l'eventuale indicazione del numero complessivo dei volumi dell'opera, qualora ci si riferisca a quest'ultima nella sua interezza. Si darà la quantità dei volumi in numero arabo seguito dalla dicitura voll.
Alessandro D'Ancona, Origini del teatro italiano, 2 voll.,
4.4. Volume singolo di opere in più volumi
Si indichi dopo il titolo generale il numero del volume a cui si fa riferimento (senza la dicitura vol.), seguito eventualmente da due punti e dal titolo particolare e dalle relative note tipografiche.
Storia dell'opera italiana, a cura di Lorenzo Bianconi e Giorgio Pestelli, vi: Teorie e tecniche, immagini e fantasmi, Torino, edt, 1988.
4.5. Edizione
Nel caso di semplice edizione successiva senza modifiche si ponga il numero dell'edizione in esponente all'anno di pubblicazione
Es.:
Massimo Mila, Breve storia della musica, Torino, Einaudi, 19775
Nel caso invece di indicazione di revisione, correzione o integrazioni varie si pongano tali notizie di seguito al titolo, in tondo separate da un punto
David Salvagni, La corte e la società romana nei secoli xvii e xix. Introduzione, note e commenti di Lucio Felici, ii, [Roma], Biblioteca di storia patria, 1971.
4.6. Curatore
Si diano il nome e il cognome del curatore per esteso, non in maiuscoletto (idem per autori di prefazioni o introduzioni), preceduti da: a cura di. La citazione non va mai intestata al curatore.
Es.:
Il madrigale tra Cinque e Seicento, a cura di Paolo Fabbri,
Nel caso di più curatori, si legheranno i nomi da virgole e congiunzione:
Liturgia e paraliturgia nella tradizione orale. Atti del i convegno di studi, Santu Lussurgiu (Oristano) 12-15 dicembre 1991, a cura di Giampaolo Mele e Pietro Sassu,
4.7. Note tipografiche
Si diano di seguito il luogo, l'editore e la data di pubblicazione, separando ciascun elemento con una virgola. Il nome dell'editore deve essere indicato nel modo più semplice possibile: Firenze, Olschki (non: Firenze, Leo S. Olschki) salvo in casi di omonimia o comunque dubbi. Es.:
Pier Marco De Santi, Nino Rota. Le immagini & la musica, Firenze, Giunti, 1992.
Quando la pubblicazione non presenta esplicitamente alcuni tra questi dati, ma sia possibile desumerli con sicurezza, si riportino tra parentesi quadre.
In mancanza di tutti o di alcuni dei dati sopra citati, si usino le abbreviazioni: s.n.t. (senza note tipografiche), s.l. (senza luogo), s.e. (senza editore), s.d. (senza data).
Nel caso di più luoghi di pubblicazione e/o di più editori si usi come separatore il trattino breve e lo spazio. Nel caso di editore con più di due luoghi si citi solo il primo. Es.:
Federico Chabod, Lezioni di metodo storico, a cura di Luigi Firpo, Roma - Bari, Laterza, 199110
Veneto in Musica. Dati e riflessioni sugli anni Ottanta, a cura di Francesco Dalla Libera e Gianguido Palumbo, Roma, cidim - Venezia, Marsilio, 1988 (Quaderni regionali)
Nel caso di più di due luoghi relativi ad un unico editore si citi solo il primo. Ad esempio il volume che segue ha come luoghi di edizione London, San Diego, New York, Boston, Sydney, Tokyo, Toronto e verrà citato:
Computer representation and models in music, edited by Alan Marsden and Anthony Pople, London, Academic Press, 1992
4.8. Collana
Si indichi titolo e numero del volume in tondo, senza virgolette, tra parentesi tonde. Eventuale sottocollana va indicata di seguito al titolo principale separata da un punto. Eventuale doppia collana va separata da trattino breve e spazio.
L'indicazione di collana va posta dopo le note tipografiche, e prima dell'indicazione dei numeri di pagina. Es.:
Teresa Chirico, Il fondo musicale della Biblioteca Painiana di Messina, Roma, Torre d'Orfeo, 1992 (Cataloghi di fondi musicali italiani, 14), pp. 15-18.
4.9. Ristampa anastatica o fac-simile Si riportino i dati del volume originale, seguiti da rist. anast. o facs., luogo, editore e data tutto tra parentesi tonde.
Es.:
Alessandro D'Ancona, Origini del teatro italiano, 2 voll., Torino, Loescher, 1891 (rist. anast., Roma, Bardi, 1971).
4.10. Numero delle pagine
Il numero delle pagine, carte o colonne si fa precedere da: pp., cc., coll. I numeri estremi vanno indicati per esteso: pp. 235-254 (non 235-54). Si eviti l'indicazione di pagine che seguono: ss. o segg.
4.11. Saggi in volumi miscellanei
Si diano autore e titolo come specificato sopra, seguiti da: in e il titolo del volume miscellaneo in corsivo, eventuale curatore, note tipografiche, pagine iniziali e finali del saggio, seguite da due punti e dall'indicazione delle pagine interne cui si fa riferimento:
Leopold M. Kantner, I teatri viennesi al tempo di Maria Teresa: tendenze stilistiche nella musica teatrale a Vienna, in Napoli e il teatro musicale in Europa tra Sette e Ottocento. Studi in onore di Friedrich Lippmann, a cura di Bianca Maria Antolini e Wolfgang Witzenmann, Firenze, Olschki, 1993 (Quaderni della Rivista Italiana di Musicologia, 28), pp. 45-53: 48-49.
4.12. Saggi in riviste
Si diano autore e titolo come specificato sopra, nome della rivista tra “ ”, annata sempre in numero romano maiuscoletto e anno separati da virgola, pagine come sopra.
Joachim Noller, Malipiero: una poetica e un'estetica, “Rivista italiana di musicologia”, xxxvi, 1991, pp. 35-57: 55.
L'indicazione del fascicolo, o del singolo numero della rivista, va inserita dopo l'annata, preceduta dall'abbreviazione n., solo quando sia indispensabile alla localizzazione dell'articolo citato. È generalmente superfluo quando si tratti di annate con paginazione continua (come nel caso sopra esemplificato).
Pierre Boulez - Andrew Gerzso, Il calcolatore e la musica, “Le scienze”, xxi, n. 238, giugno 1988, pp. 16-22.
Nel riportare il nome della rivista si usino le maiuscole iniziali della prima parola (Rivista italiana di musicologia; Journal of the american musicological society ecc.)
Non vanno comunque mai citati né luogo, né editore.
Nel caso in cui si tratti di un numero monografico di una rivista, il titolo va citato in corsivo, tra parentesi tonde, dopo l'anno e prima delle pagine:
Emilia Fadini, La grafia dei manoscritti scarlattiani: problemi e osservazioni, “Chigiana”, xl, n.s., 20, 1985 (numero monografico: Atti del Convegno di studi “Domenico Scarlatti e il suo tempo”), pp. 183-206.
Per i quotidiani, settimanali ecc., si indichi il titolo tra “ ” seguìto dal numero, dalla data (giorno, mese, anno, possibilmente per esteso). È preferibile usare l'indicazione del mese abbreviata (13 dic. 1953) piuttosto che l'indicazione numerica (13.12.1953, o 13.xii.1953).
Nel caso di riviste di comune consultazione si faccia riferimento al siglario contenuto nella Appendice iii.
4.13. Voci di dizionari o enciclopedie
Si diano autore e titolo come specificato sopra, seguiti da: in e il titolo del dizionario o della enciclopedia in corsivo, eventuale curatore, note tipografiche, pagine iniziali e finali, seguite da due punti e dall'indicazione delle pagine interne cui si fa riferimento. Per gli strumenti di consultazione più comuni, si usino le sigle bibliografiche segnalate nell'appendice iii.
Es.:
Heinz Becker, Fürstner, Adolf, in Enciclopedia dello spettacolo, v, Roma, unedi, 1975, coll. 776-777.
4.14. Opere straniere tradotte
Se consultate nella versione originale, si faccia riferimento ad essa, possibilmente collocando alla fine, tra parentesi tonde, l'indicazione bibliografica della traduzione italiana (trad. it.: ecc.)
Se consultate in traduzione italiana, la citazione bibliografica deve riferirsi a quest'ultima, indicando tra parentesi tonde il riferimento bibliografico all'originale (tit. orig.: ecc.)
4.15. Opere straniere Le locuzioni: a cura di, con introduzione di ecc., si danno nella lingua originale, come risultano dal frontespizio; il luogo di edizione si riporta nella lingua originale:
The New Grove Dictionary of Music and Musicians, edited by Stanley Sadie, London, Macmillan, 1980.
4.16. Citazioni ulteriori
Citazioni ulteriori di una stessa opera: si indichi il solo cognome dell'autore in maiuscoletto, seguito dalle prime parole del titolo e dall'indicazione delle pagine:
Noller, Malipiero, p. 55
Evitare quindi le locuzioni op.cit. e simili.
Nel caso in cui alla citazione di un'opera segua immediatamente un'altra citazione della stessa opera, si dia l'indicazione ivi, seguita dal numero della pagina; se anche la pagina è la stessa, è sufficiente il solo ibidem.
Se si citano saggi diversi da una stessa opera miscellanea, si dia la prima volta la citazione bibliografica completa di quest'ultima; il titolo del secondo saggio sarà invece seguito da ivi, e numero delle pagine.
Nel caso di contributi in cui sia necessario citare molte volte le stesse fonti bibliografiche, si può optare per una bibliografia finale corredata da sigle. Nel corso del testo si apporranno soltanto le sigle che fanno riferimento alla bibliografia completa e l'indicazione delle pagine a cui si rimanda. La sigla è formata dal cognome dell'autore e dall'anno di edizione. Qualora si debbano citare più opere dello stesso autore pubblicate nello stesso anno, si aggiunga alla sigla un numero progressivo in esponente. Nel caso di fonti bibliografiche prive di indicazione di autore (volumi miscellanei, testi di più di tre autori) la sigla è composta dalla prima parola del titolo. Es.:
L'esperienza = L'esperienza musicale. Teoria e storia della ricezione, a cura di Gianmario Borio e Michela Garda, Torino, edt, 1989 (Biblioteca di cultura musicale. Documenti).
Kerman 1990 = Joseph Kerman, L'opera come dramma, Torino, Einaudi, 1990 (Saggi, 734).
Pirrotta 1984 = Nino Pirrotta, Musica tra Medioevo e Rinascimento, Torino, Einaudi, 1984 (Saggi, 670).
Pirrotta 1987 = Nino Pirrotta, Scelte poetiche di musicisti. Teatro, poesia e musica da Willaert a Malipiero, Venezia, Marsilio, 1987 (Musica critica).
Per la citazione di riviste comuni, queste possono essere siglate secondo quanto riportato nella Appendice iii.
4.17. Manoscritti
È necessario indicare sempre l'ubicazione: città, biblioteca o ente, fondo e segnatura:
Milano, Biblioteca del Conservatorio G. Verdi, Noseda T 175.
4.18. Fonti d'archivio
Indicare nell'ordine: istituto che conserva il fondo (in tondo), fondo, serie ed eventuale sottopartizione (in corsivo), unità archivistica (busta, pacco, fascio, filza, registro ecc.). Ove necessario, si segnali il tipo di documento (lettera, appunto, verbale ecc.) o il titolo del documento (che va posto tra “ ”):
Archivio di Stato di Roma, Famiglia Lante Della Rovere, Istromenti e contratti, b. 480-82, “Apoca di società dell'impresa del teatro Valle per un novennio”.
appendice I
Elenco delle abbreviazioni comuni
batt.battuta / battutec. / cc.carta / cartecfr.confrontacol. / coll.colonna / colonneds. / dss.dattiloscritto / dattiloscrittiecc.ecceteraed.edizionees.esempiof. / ff.foglio / foglifasc.fascicolofacs.facsimilemagg.maggioremin.minorems. / mss.manoscritto / manoscrittin.numeron.s.nuova serieop.opusp. / pp.pagina / pagines.d.senza datas.e.senza editores.l.senza luogos.n.t.senza note tipografichevol. / voll.volume / volume
appendice II
Accenti nell'ortografia italiana (Norma uni 6015)
Si ponga l'accento grave o acuto sui seguenti monosillabi seguendo l'esempio: ché (congiunzione causale), ciò, dà (verbo dare), dì (giorno), diè, è (verbo essere), fé, già, giù, là (avverbio), lì (avverbio), né (congiunzione), più, può, sé (pronome tonico), sì (affermazione), tè (bevanda).
Tutte le parole tronche hanno l'accento grave se terminano con le vocali à, ì, ò, ù.
Qualora terminino con la vocale e si avrà l'accento grave nelle parole: è (verbo essere), ahimè, caffè, cioè, diè, gilè, ohimè, tè; nelle parole derivate dal francese e nei nomi propri: bebè, cabarè, purè, Giosuè, Mosè, Salomè.
Si avrà invece l'accento acuto nelle parole: mercé, né, sé, testé; nei composti di ché congiunzione causale: affinché, giacché, macché, perché, poiché, sicché; nelle forme verbali del passato remoto: credé, poté ad eccezione di diè; in alcuni composti quali quelli derivati da fé (autodafé), da re (viceré) o da tre (trentatré).
L'uso dell'accento è poi facoltativo qualora serva per distinguere il significato di parole scritte allo stesso modo ma pronunciate diversamente: colto e còlto, pesca e pèsca ecc.
Al di fuori della Norma uni ma passata nella pratica comune è l'abitudine di porre l'accento tonico su alcune parole piane al fine di evitare eventuali fraintendimenti: princìpi ovvero principi (con pronuncia sdrucciola), subìto (dal verbo subire) rispetto a subito (con pronuncia sdrucciola).
appendice III
Elenco delle abbreviazioni bibliografiche
afmf = “Archiv für Musikforschung”
afmw = “Archiv für Musikwissenschaft”
am = “Acta musicologica”
amz = “Allgemeine musikalische Zeitung”
anm = “Analecta musicologica”
bj = “Bach-Jahrbuch”
cmm = Corpus Mensurabilis Musicae, Roma-Dallas, poi Neuhausen-Stoccarda, 1947-
csm = Corpus Scriptorum de Musica, Roma-Dallas, poi Neuhausen-Stoccarda, 1950-
cw = Das Chorwerk, Wolfenbüttel, 1929-
dbi = Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1960-
deumm = Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, 12 voll. + 1 appendice, Torino, utet, 1983-1990.
em = “Early music”
fam = “Fontes artis musicae”
fmi = “Fonti musicali italiane”
fmsr = “Le fonti musicali in Italia. Studi e ricerche”
grove = Grove's dictionary of music and musicians, ed. by E. Blom, 9 voll. + 1 suppl., London, 1954-1961
ng = The new Grove's dictionary of music and musicians, ed. by S. Sadie, 20 voll., London, 1980
jams = “Journal of the American musicological society”
md = “Musica disciplina”
mf = “Die Musikforschung”
mfm = “Monatshefte für Musikgeschichte”
mgg = Die Musik in Geschichte und Gegenwart - Allgemeine Enzyklopädie der Musik, hrsg. Fr. Blume, 14 voll. + 2 suppl., Kassel-Basilea, 1949-1979
mk = “Die Musik”
ml = “Music and letters”
mm = “Modern music”
mmr = “The monthly musical record”
mq = “The musical quarterly”
mr = “Musica / realtà”
mrw = “The music review”
mt = “The musical times”
muk = “Musik und Kirche”
notes = “Notes of the Music library association”
nrmi = “Nuova rivista musicale italiana”
nzm = “Neue Zeitschrift für Musik”
öm = “Österreichische Musikzeitschrift”
pma = “Proceeding of the Royal musical association”
rbm = “Revue belge de musicologie”
rdm = “Revue de musicologie”
ridm = “Rivista italiana di musicologia”
rimf = “Revue internationale de musique française”
rm = “La Revue musicale”
rmi = “Rivista musicale italiana”
simg = “Sammelbände der Internationalen Musikgesellschaft”
sm = “Studi musicali”
smw = “Studien zur Musikwissenschaft”
smz = “Schweizerische Musikzeitung”
zm = “Zeitschrift für Musik”
zfm = “Zeitschrift für Musikwissenschaft”
zimg = “Zeitschrift der Internationalen Musikgesellschaft”
Lista di controllo di preparazione alla submission
Essendo una parte del processo di submission, agli autori verrà richiesto di controllare l'approvazione delle loro submission e degli item seguenti, e le submission possono ritornare all'autore se non aderiscono alle linee guida.
- La submission non è stata precedentemente pubblicata in un'altra rivista.
- Il file di submission è in formato Microsoft Word o RTF, e PDF.
- Dove possibile, sono stati forniti gli URL dei riferimenti.
- Il testo ha singoli spazi; usa un font 12-point; impiega il corsivo, invece che le sottolineature (eccetto con gli indirizzi URL); tutte le illustrazioni, le figure e le tabelle sono posizionate all'interno del testo nei punti appropriati, invece che alla fine del saggio.
- Il testo aderisce alle richieste stilistiche e bibliografiche riassunte nelle linee guida dell'autore.
Copyright Notice
© CIDIM
Tutti i diritti riservati
Legge sulla privacy
I nomi e gli indirizzi email inseriti in questo sito della rivista saranno usati esclusivamente per gli scopi dichiarati.
Torna al sito della Società Italiana di Musicologia